
Roster psicosociale per l’emergenza terremoto
Dopo un evento traumatico è necessaria una risposta veloce, efficace e professionale per tutelare le parti più fragili della popolazione
Cosa è successo
Il 4 agosto 2016 c’è la prima forte scossa di magnitudo 6. L’epicentro è tra Accumoli, Amatrice (RI) e Arquata del Tronto (AP). Il 26 ottobre segue la seconda (magnitudo 5.4 e 5.9,) tra Norcia (PG) e Visso (MC). Poi il 30 ottobre, l’evento più intenso, magnitudo 6.5, il terremoto colpisce nuovamente la zona.
Sono toccate 4 regioni dell’Italia centrale (Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo), 131 comuni, la maggior parte a Macerata (84% dei suoi comuni è coinvolto), poi Ascoli Piceno con il 67%, Fermo il 43%, Teramo e Rieti circa il 20%.
600 mila sono i residenti toccati nell’area delle scosse e più di 84 mila sono bambini e adolescenti; 669, scuole sono colpite tra infanzia, primarie e secondarie. 172 sono considerate inagibili o impraticabili.
Sono 30.200 le persone sfollate, e le vittime complessive, tra agosto e settembre, sono 299.
Favorire la resilienza di bambini e bambine e adolescenti durante un evento traumatico
Eventi traumatici come i terremoti hanno un impatto profondo sulle comunità. I ritmi di vita vengono alterati, le giornate sono scandite da avvenimenti spesso imprevedibili, le prospettive economiche e lavorative diventano incerte e vengono a mancare punti di riferimento importanti, come la propria casa, la piazza, la scuola, i luoghi di ritrovo.
I bambini e gli adolescenti sono tra i più colpiti quando si verifica un’emergenza. Oltre a doversi confrontare con lo shock dell’evento in sé, devono fare i conti con le sue conseguenze: abbandonare le proprie abitazioni, rinunciare alle abitudini quotidiane e alla propria privacy per condividere gli spazi con estranei e vivere al di fuori dei propri contesti abituali, aver in alcuni casi difficoltà a raggiungere gli amici e a proseguire l’attività scolastica.
Bambini e ragazzi hanno una grande capacità di affrontare gli eventi, anche quelli traumatici, e di reagire in maniera positiva alle difficoltà che la situazione di emergenza inevitabilmente comporta, affrontando, a volte meglio degli adulti, una situazione inattesa e problematica e adattandosi al nuovo stato delle cose. È però importante conoscere e considerare con attenzione le loro necessità specifiche, per aiutarli a superare l’accaduto e fare in modo che possano guardare al futuro con serenità.
Gli interventi a seguito di un’emergenza hanno come obiettivo quello di dare la possibilità a bambine e bambini e adolescenti di partecipare in modo continuativo ad attività regolari e strutturate per restituire loro un “senso di sicurezza” importante per il loro benessere psicologico. Creare da subito nuove routine e non interrompere l’interazione sociale con i coetanei contribuiscono alla continuità dell’apprendimento e dello sviluppo.
Tuttavia spesso ci sono criticità nelle azioni rivolte all’infanzia e all’adolescenza, perchè spesso non sono riconosciute le specifiche esigenze. Per una adeguata risposta ad un’emergenza è necessario tenere in considerazione le peculiarità della popolazione colpita (differenze di genere, etnico culturali, linguistiche) e in particolar modo quelle dei soggetti più vulnerabili.
La risposta operativa all'emergenza
Nell’emergenza del centro Italia Save the Children Italia si è attivata, d’intesa con la Protezione Civile della Regione Lazio, già nelle 24 ore successive al primo terremoto, mediante l’apertura di Spazi a Misura di Bambino all’interno dei campi di accoglienza di Amatrice e Grisciano – Accumoli (e all’interno dell’Hotel Relax di San Benedetto del Tronto a seguito della chiusura del campo di Accumoli) attraverso l’attivazione degli operatori del Roster Emergenza.
Con l’istallazione tempestiva di spazi educativi e ricreativi protetti e l’adozione di metodologie per favorire la resilienza dei bambini e ragazzi e delle loro famiglie, i più giovani hanno potuto fin da subito trovare un contesto in cui poter esprimere le proprie emozioni e rapportarsi con i coetanei, grazie alla presenza di operatori specificamente qualificati e formati per lavorare in situazioni di emergenza.
Spazi a misura di bambino
Gli Spazi a Misura di Bambino (o Child Friendly Spaces), sono la risposta metodologica e operativa che Save the Children Italia adotta durante le calamità naturali. Questi spazi allestiti in tende o in strutture messe a disposizione dalle autorità sono aree sicure dove bambini e adolescenti possono sperimentare forme cooperative di socializzazione, ricostruire relazioni affettive tra loro e con gli adulti, raccontare e rielaborare la propria esperienza in uno spazio protetto e adatto a loro. Di questi spazi beneficiano in maniera indiretta anche i genitori, che sanno di poter lasciare i propri figli in un luogo privo di pericoli mentre loro fanno fronte ai necessari adempimenti per incominciare a ricostruire le proprie vite.
Lo Spazio a Misura di Bambino è in grado di offrire a bambini e adolescenti un supporto tempestivo, continuativo, stabile, professionale e specializzato in contesti spesso caratterizzati dalla frammentazione degli interventi, dalla discontinuità dei servizi e dall’ avvicendamento di operatori diversi. In questo luogo i bambini possono trascorrere del tempo in un luogo sicuro insieme ai coetanei, e protetto, per quanto possibile, dall’esposizione a situazioni di pericolo e fattori di stress (immagini del disastro in televisione, ansie e conversazioni degli adulti sul disastro, etc.). Gli operatori che lavorano con i bambini e gli adolescenti negli Spazi, inoltre, sono in grado di rilevare tempestivamente i segnali di particolare malessere nei bambini e ragazzi, e far sì che venga loro garantito un adeguato supporto a casa o all’interno della comunità.
Il Roster: l'importanza della formazione
Save the Children per rispondere a queste situazioni ha costituito un Roster per le emergenze in collaborazione con EDI onlus.
Il Roster è un elenco di professionisti (coordinatori educativi, educatori, mediatori) che, dopo aver superato un lungo iter di selezione e formazione, sono disponibili ad essere impiegati sul campo quando e dove se ne presenti la necessità (assessment immediato, attivazione unità entro 24-48 ore).
A tal fine ogni anno viene aperta una vacancy per selezionare le risorse. I professionisti selezionati partecipano a corsi di formazione interdisciplinari che forniscono le competenze per agire, con la massima efficacia e nella scpecificità del contesto, nel rispetto dell’Approccio ai Diritti e della metodologia di Save the Children Italia.
E’ necessario infatti che gli operatori sappiano valutare con particolare attenzione bisogni primari, abitudini, differenze culturali, religiose e linguistiche dei bambini e ragazzi, individuare le loro risorse in modo da rinforzarle e favorire così la resilienza. Inoltre devono essere in grado di lavorare in sinergia con le diverse figure professionali presenti sul campo, sia per sfruttare le competenze trasversali presenti, sia per identificare e gestire eventuali segnali di disagio di bambini e ragazzi e per segnalare i casi di maggiore vulnerabilità
Durante le formazioni, gli operatori vengono formati attraverso il team building (la coesione interna del gruppo è un elemento fondamentale per superare le difficoltà e lo stress del dover lavorare in situazioni di emergenza) e ad
una maggiore consapevolezza sui fattori protettivi che riducono il rischio di burnout nei soggetti coinvolti nelle professioni di aiuto. Vengono inoltre sviluppate le capacità individuali di gestione e mediazione dei conflitti e le
competenze relazionali e comunicative, che sono fattori di protezione rispetto a sintomi di forte disagio che un operatore potrebbe sperimentare nel suo lavoro sul campo.
Ad oggi fanno parte del Roster circa 70 persone.
Prevenire ulteriori rischi
Un’attenzione particolare viene posta da EDI onlus e da Save the Children Italia nel prevenire ulteriori rischi: una situazione di emergenza, destrutturata e caotica, può esporre bambini e ragazzi a maggiori rischi di maltrattamento o abuso, causati dalla mancanza di privacy, dalla presenza intorno a loro di adulti sconosciuti (es., volontari, istituzioni, staff di organizzazioni, etc.), o dal manifestarsi, in seguito alla situazione di emergenza, di situazioni problematiche pregresse. È pertanto necessario, al fine di assicurare alti standard di tutela e prevenzione, realizzare formazioni specifiche di tutti gli operatori che lavorano in emergenza per ampliare le competenze nell’ambito della relazione educativa, nella promozione di strategie resilienti di superamento del trauma e nel riconoscimento dei segnali di maltrattamento ed abuso.
Gestione post-emergenza
Approfondisci
Scopri la pubblicazione che racconta le esperienze e le attività che è possibile realizzare negli Spazi a Misura di bambino
- #Adolescenti, #Bambini e bambine, #Educatori e educatrici, #Famiglie, #Riduzione del rischio di disastro
Dove
Centro Italia
Committente
Durata dell'intervento
2016 Emergenza e post-emergenza


