Diritto accoglienza

L’accoglienza è un diritto

Cosa significa mettere al centro il principio di non discriminazione in attività e progetti che coinvolgono classi plurali e contesti multiculturali, per garantire a tutte le persone minorenni, senza distinzioni, l’esercizio dei diritti enunciati nella Convenzione ONU dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

Qui di seguito alcune Case History di azioni progettuali che come EDI abbiamo sviluppato per raggiungere un unico grande obiettivo: mettere al centro i diritti umani, i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, il principio di non discriminazione. Perchè abbiamo la certezza che scuola, e società, possano acquisire bellezza, sviluppare opportunità, far brillare la creatività rafforzando la propria capacità di coltivare le differenze.

Prevenire le discriminazioni su base culturale, è un tema di salute mentale e benessere

Uno dei fondamenti degli interventi e delle progettualità che promuovono la convivenza delle differenze è la constatazione, riconosciuta ormai a livello scientifico internazionale, ma ignorata in Italia,  che razzismo e discriminazione hanno un impatto profondo sullo stato di salute di bambini e bambine, adolescenti, adulti emergenti e delle loro famiglie.

Siamo testimoni quotidianamente di tanti episodi di discriminazione: nei luoghi pubblici, negli esercizi commerciali, a scuola, nei mezzi di trasporto. Evidenza del fenomeno è il dato che registra che il 93% delle persone giovani della Generazione Z (nati tra il ‘97 e il 2010) dichiara di aver subito o assistito ad atti discriminatori. (UNICEF).

È urgente quindi darsi e dare gli strumenti, in ogni contesto di intervento, per disinnescare i fenomeni troppo frequenti di hate speech, di bullismo legato al colore della pelle, di discriminazione nei confronti di chi ha un background migratorio: è una questione urgente, per affermare il diritto alla non discriminazione a alla salute di tutte le persone giovani

Supportare la scuola ad accogliere le persone con background migratorio

Nell’anno scolastico 2024-25, circa 865 mila studenti e studentesse non aveva la cittadinanza italiana. Secondo gli ultimi dati disponibili, il 65,4% di loro (ossia più di 3 su 5) è nato nel nostro Paese (Save The Children).

La scuola è per sua natura il contesto di intervento prioritario per sviluppare una cultura di contrasto alla discriminazione.

La costruzione di setting inclusivi che permettano di riconoscere il valore della multiculturalità in classe è uno strumento che è stato ampiamente utilizzato nei progetti Traiettorie Urbane e “Orizzonti in Gioco” a Palermo. Questo approccio si è concretizzato consolidando la presenza di una figura dedicata alla mediazione culturale in affiancamento a tutte le attività con il compito da una parte di facilitare i ragazzi e le ragazze arrivati di recente in Italia nell’inserimento nel gruppo classe, dall’altra di supportare il personale docente nell’apprendimento e nell’adozione di un approccio interculturale.

In altri contesti l’approccio non si può limitare al gruppo classe ma ha bisogno di coinvolgere tutto l’istituto scolastico. Alcune scuole, in particolari territori, si trovano inserite nel circolo vizioso del “white flight” ossia nella diserzione (mancata iscrizione in massa) delle famiglie autoctone nelle scuole, seppur vicine al luogo di residenza, che presentano un’alta percentuale di alunni e alunne con background migratorio (spesso maggiore dell’80%).

Un esempio di contrasto a questo fenomeno è il progetto Scuola Innovativa che EDI Onlus promuove e realizza nella città di Napoli come capofila.

L’obiettivo del progetto è quello di invertire la narrazione diffusa e spesso negativa, che ruota attorno alcuni Istituti, promuovendo una scuola accogliente, e affermando con forza e convinzione il valore prezioso dei diversi vissuti, provenienze, come elementi di ricchezza attraverso le pluralità linguistiche e culturali.

Questo è possibile sostenendo alunni, alunne e docenti nel prendere parola, permettendo loro di diventare protagonisti del proprio racconto, complesso e multisfaccettato, grazie a laboratori di web radio e giornalismo digitale, (sono promossi laboratori di Scuola di giornalismo, la Scuola del mondo, e molto altro), in relazione con un’offerta culturale che promuove eventi di comunità, primo tra tutti il Festival del Cinema dei Diritti Umani.

Scuola Innovativa punta a rafforzare l’accoglienza con la presenza stabile a scuola di sportelli rivolti alle famiglie per l’accompagnamento ai servizi, con la mediazione linguistica e culturale, con laboratori di lettura di libri dal mondo e laboratori di co-design per migliorare la funzionalità degli spazi scolastici.
Mettere dunque in valore la bellezza, per generare nuova bellezza nelle relazioni umane, e negli spazi, nei linguaggi espressivi e artistici in modo che la Scuola possa essere punto di riferimento culturale stabile e trasformativo per il territorio.

Supportare l'accoglienza di persone minorenni in arrivo

Frontiera Sud è il programma di Save the Children che offre assistenza immediata a persone minorenni e alle loro famiglie nei principali luoghi di sbarco e transito. Dal 2013, in risposta all’aumento dei flussi migratori via mare, l’organizzazione ha rafforzato il proprio intervento con la creazione e la gestione di Spazi a Misura di Bambino in diverse città del Sud Italia, luoghi pensati per garantire ai bambini sicurezza, cura e opportunità di sviluppo durante il percorso di accoglienza.
In questo quadro, EDI Onlus ha messo a disposizione le proprie competenze educative e psicosociali, contribuendo alla formazione degli operatori dei Centri di Servizio per l’Immigrazione di Catania, Siracusa e Ragusa e affiancandoli nel lavoro quotidiano. L’intervento si è concentrato sia sulla trasmissione di metodologie educative e strumenti per il supporto psicosociale, sia sulla progettazione di attività dirette a persone minorenni ospitate nei centri temporanei, creando spazi sicuri di gioco, apprendimento ed espressione.
Il lavoro di EDI ha incluso anche un accompagnamento degli operatori e delle operatrici sul campo, attraverso momenti di confronto e supervisione che hanno permesso di consolidare le pratiche di intervento, migliorare la qualità complessiva dell’accoglienza, rendendola più attenta e rispettosa dei diritti di bambini, bambine e adolescenti migranti, sostenendo al tempo stesso la crescita delle competenze locali e il rafforzamento del sistema di protezione.

Minori stranieri non accompagnati - MSNA

I minori stranieri non accompagnati (MSNA) censiti in Italia al 31 dicembre 2024 sono 18.625, sono in maggioranza maschi (88,4%) e hanno per la maggior parte 17 (56,8%), 16 (21%) e dai 7 ai 14 anni (13,7%). Arrivano soprattutto da Egitto (20,4%), Ucraina (18,8%), Gambia (11,7%), Tunisia (9,6%) e Guinea (8,1%), mentre le Regioni che ne accolgono di più sono la Sicilia (29,1%), la Lombardia (13,1%), la Campania (8,5%) e l’Emilia-Romagna (7,7%). (Ministero del Lavoro e delle politiche sociali 2025)

EDI è attiva all’interno di CivicoZero a Torino e Catania: centri diurni a bassa soglia, attivati da Save the Children Italia, rivolti a persone minorenni non accompagnate, a coloro che sono entrati in Italia attraverso circuiti di sfruttamento organizzato, e a ragazzi e ragazze in gravi condizioni di esclusione sociale.
La missione di EDI Onlus: accogliere, proteggere e costruire futuro.

L’impegno quotidiano consiste nell’accompagnamento personalizzato fatto di presenza, ascolto e progettualità. I ragazzi e le ragazze incontrano operatrici e operatori formati e un clima familiare dove poter ricominciare. In ogni percorso si parte dal riconoscimento della persona, delle sue esperienze e delle sue aspirazioni, per costruire insieme un progetto di vita.

Rispetto a questo tema è inoltre importante lavorare a un cambiamento della percezione sociale da parte dei pari. Sempre nel Rapporto “Così lontani, così vicini” di Unicef, troviamo il dato che mostra come la Generazione Zeta, pur essendo associata a valori di inclusività e apertura mentale (l’85% degli e delle intervistati/e considera arricchenti le esperienze di scambio interculturale), considera la migrazione come una minaccia economica e culturale e sovrastima significativamente la presenza di persone migranti in Italia (il 25% crede che rappresentino oltre il 50% della popolazione, mentre il dato reale non raggiunge il 9%).

L'approccio di EDI per promuovere l’accoglienza e la convivenza delle differenze

Al centro dell’approccio di EDI Onlus in tutti questi interventi c’è la relazione: l’impegno quotidiano di educatori ed educatrici, mediatori e mediatrici culturali, operatori e operatrici di EDI parte da un atto di cura. Parte dalla creazione condivisa di fiducia e di futuro, parte dal riconoscere ad ogni persona la propria unicità, e agisce accompagnando ogni persona a realizzare il proprio potenziale offrendo punti di riferimento stabili, e il supporto per costruire una rete affettiva e sociale.

L’accoglienza non è solo un dovere, ma un principio che trasforma la vita delle persone giovani e la società in cui vivono. Mettere al centro i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza significa costruire comunità, spazi, scuole, in cui la diversità diventa risorsa e ogni ragazzo e ragazza può sentirsi protagonista del proprio percorso.