Peer education e inclusione cittadinanza attiva

Inclusività e peer education al centro dei laboratori digitali nelle scuole

Partecipazione attiva e produzione di prodotti multimediali di peer education, per portare in classe l’esperienza di una modalità didattica fortemente inclusiva.

Insieme al racconto dei formatori, abbiamo raccolto la testimonianza delle insegnanti rispetto ai risultati raggiunti dai laboratori che il progetto Diritti 3 (Diritti alla Terza) ha proposto alle scuole: un’esperienza di partecipazione giovanile attraverso lo sviluppo di produzioni multimediali sull’uso positivo, consapevole e creativo delle tecnologie digitali sviluppati utilizzando la peer education tra ragazzi e ragazze e che ha coinvolto anche le famiglie attraverso workshop sulla genitorialita’ positiva e uso consapevole delle tecnologie digitali.
Parlano della loro esperienza la Vice Preside e insegnante di scuola primaria Della Monica, l’insegnante Chiara Avallone e l’insegnante di sostegno Antonella Scaglione del IC. Mastriani; l’insegnante di scuola secondaria di primo grado Iannaccone dell’I.C. Novaro Cavour.

Quanta consapevolezza c’è in studenti e studentesse dei rischi in rete?

Della Monica, insegnante: “Credo che i ragazzi non siano consapevoli dei rischi che la rete possa generare.
Spesso sottovalutano la possibilità di ferire un compagno o una compagna e sottovalutano di quanto la rete possa essere veloce nel denigrare e nell’escludere.
Anche il più comune WhatsApp genera problematiche tra il gruppo dei pari perché anche una piccola parola può essere fraintesa visto che non c’è il confronto visivo o non si interpreta il tono con cui la si dice.”

Avallone, insegnante: “Il contatto diretto con i ragazzi e il confronto con i colleghi e le famiglie mi spingono ad affermare che a oggi ci sono criticità evidenti sull’utilizzo delle tecnologie digitali, in alcuni casi davvero gravi, soprattutto in un contesto socio-culturale complesso e problematico.
Infatti, per esperienza personale, posso affermare che non solo la scarsa consapevolezza ma anche il costante utilizzo delle nuove tecnologie e dei social in questi ambienti, senza una corretta informazione, inasprisce situazioni complicate e in alcuni casi mette seriamente in pericolo il benessere psico-fisico di tutti gli studenti e di tutte le studentesse.”

Iannaccone, insegnante: “La mia esperienza in qualità di docente mi ha fatto rendere conto, nel tempo, che il rapporto dei ragazzi nei confronti di un uso adeguato delle piattaforme digitali è molto approssimativo. Sono poco consapevoli dei reali rischi che si celano dietro ai social, anche piuttosto superficiali su quello che possono essere le ricadute in termini di violazione della privacy propria quanto altrui.
Sono poco attenti nei confronti dei propri pari, anzi spesso travalicano i più elementari limiti della sensibilità nella più totale incoscienza.”

Consapevolezza rischi internet

E da parte genitori e docenti?

Avallone, insegnante: “Per me è stato di supporto l’affiancamento in classe di un progetto mirato a fornire una corretta informazione, trasmessa in modo non solo semplice, ma pratico e accattivante per catturare così l’attenzione dei ragazzi e delle ragazze e per spingerli alla riflessione.
Ciò mi ha permesso di agganciarmi anche ad attività didattiche che hanno alimentato la consapevolezza dei mie alunni e soprattutto di instaurare un legame di fiducia che li porta a confrontarsi laddove possano nutrire dubbi sull’utilizzo dei social media o in caso di una possibile minaccia su questi. “

Iannaccone, insegnante: “La figura genitoriale è per lo più all’oscuro dell’uso indiscriminato dei diversi device che i propri figli attuano o, cosa ancora più deprecabile, ne fanno a loro volta un utilizzo assai discutibile.
Il nostro compito come formatori è quello di veicolare un uso appropriato dei dispositivi che, se e quando utilizzati in classe, devono avere uno scopo esclusivamente didattico; viceversa, nelle nostre ore di lezione, ciascuno di noi mette in atto tutto le proprie competenze professionali e non, per evidenziare i pericoli ed i limiti di questi dispositivi.”

Quanta consapevolezza invece sulle opportunità della rete da parte di studenti e studentesse?

Scaglione, insegnante di sostegno: “Le opportunità legate all’utilizzo della rete nello sviluppo delle attività didattiche sono innumerevoli grazie ai tanti vantaggi che ne derivano (maggior coinvolgimento, attenzione, partecipazione, superamento dei limiti di apprendimento, ecc).
Peccato però che ci sia ancora troppa poca consapevolezza, sia nelle opportunità offerte dalla stessa , oltre che nei rischi legati al suo utilizzo.”

Della Monica, insegnante: “Ritengo che non ci sia molta consapevolezza negli studenti e nelle studentesse delle opportunità positive della rete, almeno secondo la mia esperienza. Perché quando ascolto i ragazzi in classe parlano solo dei social e non delle problematiche che potrebbero nascere con la rete o i vantaggi che potrebbero invece ricavare dalla stessa.”

Scaglione, insegnante di sostegno: “Nella mia esperienza didattica come insegnante di sostegno di M. , alunno con spettro autistico di grado severo, ho potuto notare come l’utilizzo della rete sia un mezzo fondamentale per far partecipare, in maniera autonoma ed attiva, anche studenti in gravi situazioni di disabilità, dando loro la possibilità di interagire con il gruppo classe, proprio come è successo nel progetto laboratoriale Diritti alla terza.”

Perché è importante lavorare su queste tematiche anche in rapporto ai diritti di ragazzi e ragazze?

Della Monica, insegnante: “Credo sia importante lavorarci per responsabilizzare gli adolescenti, per renderli consapevoli che dietro la rete si possa nascondere un mostro o invece una fata turchina che con la sua bacchetta ti porta a conoscenze più ampie e che ti permette di avere delle risposte ad alcuni “perché della vita”.

Avallone, insegnante: “I danni causati da uno scorretto utilizzo delle tecnologie digitali purtroppo possono seriamente compromettere nel lungo termine lo sviluppo psico-emotivo dei più giovani, causando scarsa autostima o un’assente fiducia nel prossimo, compromettendo così la socialità e il benessere degli adulti del domani. Educarli fin da piccoli al corretto utilizzo delle tecnologie fornisce loro un potere che li accompagnerà nel loro percorso di vita.
Potrà sembrare scontato ciò che dico, ma è giusto ribadirlo: i bambini e le bambine sono il nostro futuro. Preservare il loro benessere, farli sentire al sicuro, è compito di tutti noi “grandi”. Solo così potremo crescere una nuova generazione di adulti più maturi, autonomi e responsabili, che potranno avere cura di se stessi e del prossimo.”

Iannaccone, insegnante: “È importante lavorare su questi aspetti perché i bambini e le bambine di oggi sono gli uomini e le donne di domani. Una corretta “educazione” ed informazione, in una fase dell’età evolutiva così importante serve, a mio avviso, a far diventare più responsabili e consapevoli dei propri diritti le generazioni future.”

Il laboratorio che risultati ha avuto sulla esperienza del gruppo classe?

Avallone, insegnante: “Durante il laboratorio, gli studenti della classe hanno prodotto un podcast nel quale hanno raccontato un’esperienza reale successa nella loro classe di bullismo e cyberbullismo. Oggi noto, davvero con piacere, che i miei alunni e le mie alunne hanno costruito un bel gruppo compatto, dove si sentono al sicuro e aperti al dialogo sia tra di loro che con gli adulti, dove ora l’interazione è generalmente positiva e costruttiva, segno che c’è fiducia e rispetto reciproco.
Ovviamente tutto questo è stato reso possibile attraverso questa esperienza, perché ha permesso ai ragazzi di potersi aprire e di farsi conoscere, trovando comprensione e supporto.”

Iannaccone, insegnante: “La classe con la quale abbiamo lavorato su questo progetto è un po’ particolare in quanto formata solo da maschietti. Mi é sembrato assai utile affrontare gli argomenti di cui si è parlato durante gli incontri (body shaming, phishing, cyberbullismo per citarne alcuni) per veicolare delle informazioni corrette, senza distorsioni perché frutto di un comune ed inadeguato “passaparola”.
Attraverso le diverse attività svolte, i ragazzi hanno imparato molto: nel confrontarsi, nel discutere serenamente tra loro sul tipo di prodotto da realizzare, nel rispettare le diverse opinioni e, quando necessario, nel trovare un punto di incontro che soddisfacesse tutti, nel distribuire equamente i ruoli da ricoprire per la realizzazione del podcast. Pertanto il maggior risultato che mi sembra abbiano raggiunto sia la condivisione, il rispetto, l’attenzione all’altro, la discussione pacifica, l’ascolto.”

Come insegnante di sostegno pensi che le tecnologie digitali possano essere impiegate come strumento didattico che facilita l’inclusione, l’espressione e promuove la condivisione di esperienze con il gruppo classe?

Scaglione, insegnante di sostegno: “È stato emozionante, soprattutto per noi docenti, vedere come i compagni si adoperavano nel coinvolgere M. nella colorazione dei personaggi da loro creati, seguendo le indicazioni che lo stesso forniva attraverso la paletta di colori che gli era stata data.
È stata un’esperienza che ci ha arricchiti tutti e che ci ha fatto capire quanto sia importante, anche nella didattica, l’utilizzo delle metodologie innovative, poiché rappresentano delle risorse che consentono l’integrazione e la differenziazione attraverso la valorizzazione dei punti di forza.

Inoltre l’intervento didattico progettato ha consentito a tutti i partecipanti di imparare divertendosi, minimizzando i deficit di attenzione e di apprendimento. Tale risultato è stato raggiunto non solo da M., che ha mostrato un’importante partecipazione, ma anche dagli altri suoi compagni che, giocando con lui, hanno imparato l’utilizzo di alcuni software di grafica.”

Pensi che questo tipo di approccio attraverso le tecnologie digitali possa essere una prassi efficace di didattica inclusiva?

Scaglione, insegnante di sostegno: “L’intervento didattico laboratoriale progettato ad hoc per M. ha dimostrato come attraverso le tecnologie digitali sia possibile adottare una didattica inclusiva capace di sviluppare operatività, condivisione ed apprendimento attivo da parte di tutti. Inoltre è importante sottolineare come l’intervento sia stato un esempio di peer education in cui a beneficiarne siano stati non solo tutti gli alunni coinvolti ma anche i docenti che hanno progettato l’intervento, a dimostrazione di come la TD debba essere considerata una prassi efficace di didattica inclusiva.”

Quale è il valore aggiunto della compresenza in aula di docente e formatori?

Scaglione, insegnante di sostegno: “È importante evidenziare che i risultati raggiunti si sono ottenuti grazie alla sinergica collaborazione che si è instaurata tra il docente di sostegno e gli esperti del progetto, entrambi ideatori di un intervento didattico calibrato sulle specifiche esigenze di M., utilizzando strategie e mezzi a lui idonei e tali da non farlo andare in frustrazione ma da consentirgli una partecipazione attiva, collaborativa e motivata.”

Iannaccone, insegnante: “Penso che la sinergia tra docenti di classe e formatori sia sempre imprescindibile. Personalmente la mia esperienza con Giulia e Mario – responsabili del progetto- é stata molto importante. Ho imparato molto io stessa cercando di non interferire con il loro ruolo ma collaborando quando e se richiesto. L’attività con la classe è andata avanti anche nei giorni in cui non erano previsti gli incontri ed i ragazzi erano molto motivati nella prospettiva di sottoporre ai formatori le idee e le riflessioni maturate nel frattempo.
Posso serenamente affermare a nome mio e dei miei ragazzi che è stata una splendida esperienza, stimolante ed istruttiva per tutti noi.”

Uso positivo tecnologie digitali
logo diritti3

Dove

Napoli

Partner

Capofila

MARKER EDI-01-01-01
Partner
Comune di Napoli
Comune di Napoli Municipalità 2
Comune di Napoli Municipalità 3
USSM (Ufficio Servizio Sociale Minori Napoli)
Ass. Centro “la Tenda” onlus
Ass. Traparentesi Onlus
Koinè¨ cooperativa sociale
La Bottega del Liocorno onlus
IC Fava Gioia
IC Mastriani
IC Novaro Cavour
IC Russo Montale

Grazie a

Durata del progetto

2022 -2024

EDI Onlus mette al centro del proprio lavoro il rispetto dei diritti dei bambini e delle bambine, delle adolescenti e degli adolescenti, degli uomini e delle donne, considerando il rispetto di genere una questione fondamentale del proprio approccio educativo e formativo. Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, si utilizzano termini declinati al maschile falso neutro, ossia come riferimento al genere sia maschile che femminile.