
Lingua e competenze per partecipare in modo consapevole
Un’esperienza coordinata di percorsi di potenziamento delle competenze linguistiche di alunni stranieri e con background migratorio e accompagnamento delle loro famiglie per promuovere l’integrazione e per mettere tutti in condizione di comprendere e partecipare in modo consapevole.
La proposta di questo intervento all’interno del progetto Diritti 3 (Diritti alla terza) a Napoli nasce dalla necessità di costruire competenze specifiche nella scuola pubblica per far fronte non a una emergenza ma a una naturale condizione.
In particolare si è dimostrata l’importanza di uno spazio ad hoc di accoglienza e accompagnamento per ragazzi con la proposta di laboratori di italiano L2 e la presenza di uno sportello che attraverso il Polo di Mediazione Comunitaria eroga servizi trasversali e continuativi di segretariato sociale, sostegno genitoriale, mediazione familiare, mediazione linguistica-culturale per favorire l’integrazione delle famiglie straniere e l’inclusione scolastica dei figli.
Ne parliamo con Luigi Maria Salerno, Presidente dell’Associazione “Traparentesi” APS, e Sonia Fusco, insegnante della scuola primaria dell’I.C. 19 Russo Montale
La presenza di alunni stranieri e/o con background migratorio nelle scuole è una condizione ormai naturale: per coloro che hanno bisogno di migliorare la lingua italiana quali strumenti sono stati messi in campo?
Luigi Maria Salerno, Presidente: “Da molti anni Traparentesi propone percorsi formativi volti a favorire il successo formativo degli alunni con background migratorio e a prevenire una loro fuoriuscita precoce dal sistema scolastico.
Ci occupiamo in primo luogo di realizzare corsi di Italiano L2 per il potenziamento delle competenze linguistiche di base di livello pre A1, A1, A2 e B1. Ma realizziamo anche corsi di Italiano per lo studio incentrati sullo sviluppo delle competenze CALP (Cognitive Academic Language Proficiency – Padronanza Linguistica Cognitivo-Accademica).
Tali percorsi risultano propedeutici allo sviluppo delle competenze linguistiche richieste per svolgere operazioni cognitivamente superiori (come comprendere testi argomentativi, riassumere, sintetizzare, schematizzare, astrarre e così via). Nei nostri corsi privilegiamo un approccio didattico di tipo umanistico-affettivo e funzionale con l’utilizzo di metodologie attive e partecipative volte a stimolare l’autonomia e l’interdipendenza positiva.”
Sonia Fusco, insegnante: “Sono diverse le strategie messe in atto dalla nostra scuola, oltre all’accoglienza. I docenti si attivano a predisporre dei percorsi quanto più possibile specifici, partendo dalle conoscenze dell’alunno, atti a favorire gli apprendimenti. Da anni si organizzano attività di L2 come potenziamento della lingua italiana, grazie all’azione dell’Associazione “Traparentesi”. “
Si riescono a coinvolgere le famiglie straniere nella vita scolastica? Come e con quali risultati?
Luigi Maria Salerno, Presidente: “Le famiglie straniere hanno la possibilità di ricevere il supporto di mediatori linguistici e culturali che facilitano le comunicazioni con la scuola e l’adempimento di compiti genitoriali legati alla carriera scolastica dei figli.
I primi risultati evidenziano che tale supporto consente alle famiglie di sentirsi maggiormente coinvolte nella vita scolastica e più consapevoli di quelli che sono i vincoli e le opportunità del sistema di istruzione. Esse hanno inoltre la possibilità, grazie al progetto, di avere accesso a uno sportello territoriale di segretariato sociale per il disbrigo di pratiche burocratiche legate al soggiorno in Italia (ad. es. permesso di soggiorno, richiesta certificati, accesso a misure e servizi di sostegno).”
Sonia Fusco, insegnante: “Negli ultimi tempi le famiglie straniere sono più presenti, partecipano maggiormente agli incontri scuola-famiglia e, se convocati per qualsiasi motivo, vengono e spesso portano con sé qualche parente o conoscente che parla meglio la lingua italiana per poter comprendere tutto ciò che si dice sul proprio figlio”.
Quali sono i punti positivi di questo dispositivo (potenziamento competenze linguistiche e polo di mediazione comunitaria) e quali le criticità?
Luigi Maria Salerno, Presidente: “Grazie al progetto è possibile sperimentare un’offerta integrata di servizi interculturali rivolti al nucleo familiare nel suo complesso.
Il potenziamento delle competenze linguistiche degli alunni consente di poter affrontare con maggiore sicurezza l’inserimento nel nuovo contesto formativo e di gettare le basi per una maggiore partecipazione alla vita sociale.
Similmente, i genitori che accedono al polo di mediazione, possono rafforzare la loro rete di sostegno territoriale e protezione comunitaria.
Gli elementi critici di questo processo sono rappresentati da una parte dal sentimento di sfiducia che alcune famiglie hanno maturato a causa del rapporto con una società di accoglienza ancora non pienamente inclusiva. Dall’altra dalla carenza di metodologie didattiche basate sulla valorizzazione del plurilinguismo come pratica abituale nell’offerta curricolare.
La sfida per il futuro è quindi sicuramente quella di contribuire maggiormente a qualificare le scuole in chiave interculturale, validando buone pratiche d’intervento in modo che possano essere replicate autonomamente anche dopo la conclusione del progetto.”
Sonia Fusco, insegnante: “Tra gli aspetti positivi che ha sottolineato il progetto c’è sicuramente la collaborazione, necessaria, tra scuola e territorio. Le criticità sono legate soprattutto alle poche ore da destinare agli alunni.”
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Dove
Partner
Capofila
Comune di Napoli Municipalità 2
Comune di Napoli Municipalità 3
USSM (Ufficio Servizio Sociale Minori Napoli)
Ass. Centro “la Tenda” onlus
Ass. Traparentesi Onlus
Koinè¨ cooperativa sociale
La Bottega del Liocorno onlus
IC Fava Gioia
IC Mastriani
IC Novaro Cavour
IC Russo Montale
Grazie a
Durata del progetto
2022 -2024
EDI Onlus mette al centro del proprio lavoro il rispetto dei diritti dei bambini e delle bambine, delle adolescenti e degli adolescenti, degli uomini e delle donne, considerando il rispetto di genere una questione fondamentale del proprio approccio educativo e formativo. Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, si utilizzano termini declinati al maschile falso neutro, ossia come riferimento al genere sia maschile che femminile.


