
Orientarsi alle scelte di vita
Le attività propedeutiche all’orientamento sono opportunità per sperimentare e consolidare abilità di scelta e per sperimentare modalità di confronto con persone adulte e famiglie che rimangono patrimonio permanente nel percorso di crescita dei ragazzi.
La Cooperativa sociale Koinè di Milano ha proposto all’interno del progetto Diritti 3 (Diritti alla Terza) laboratori di orientamento a partire da una Escape Room rivolti a studenti e studentesse delle scuole secondarie di primo grado, per aiutare nel processo di scelta per il proseguimento degli studi, e per sviluppare riflessioni rispetto alle proprie aspettative, capacità, attitudini, difficoltà personali. Raccontano l’esperienza Roberta Raiti e Alice Carrasso di Koinè cooperativa sociale onlus e Vienna Savino, insegnante scuola secondaria di primo grado all’ I.C. Mastriani.
Qual è la vostra visione rispetto al tema “orientamento scolastico”?
Roberta Raiti e Alice Carrasso, formatrici: la scelta della scuola secondaria di secondo grado si pone come momento evolutivo fondamentale e costituisce un’occasione importante di confronto e riflessione sul tema delle attitudini, delle competenze, dei desideri e degli interessi delle ragazze e dei ragazzi.
La definizione generale di orientamento richiama alla mente sia la consapevolezza del luogo e del momento in cui ci si trova, sia la capacità di dirigersi verso una meta: per questo lavorare sulla capacità di orientarsi si configura non solo come percorso per imparare a gestire il passaggio da un ordine di scuola ad un altro, ma anche come opportunità per sperimentare e consolidare abilità di scelta e decisione che rimangano come patrimonio permanente nel percorso di crescita dei ragazzi.
Il nostro percorso si muove in parallelo con le azioni che il corpo docente mette in pratica per arrivare alla definizione del consiglio orientativo e all’uscita dei ragazzi dalla scuola secondaria di primo grado. Per questo motivo, si ritiene fondamentale la collaborazione con gli adulti di riferimento (insegnanti e genitori) nelle fasi di strutturazione, realizzazione e monitoraggio del progetto.
Abbiamo scelto di elaborare una proposta di orientamento che lavori in ottica pedagogico educativa e non prettamente in chiave psico-attitudinale. La nostra idea laboratoriale propone una serie di incontri che guida le ragazze e i ragazzi nell’esplorazione delle risorse personali e nell’acquisizione di abilità, le cosiddette “Life Skills”, in grado di promuovere consapevolezza, capacità decisionali, pensiero creativo e critico.
Ogni ragazzo come singola persona deve infatti essere in grado di riconoscere e sviluppare appieno la propria personalità in tutte le direzioni per riuscire ad agire in maniera matura e responsabile sulle scelte della vita, deve riuscire a avere una visione più chiara ed approfondita della realtà sociale entro la quale vive; infine deve essere in grado, dal punto di vista dello sviluppo fisico, psichico, intellettuale di conquistare la propria identità di fronte agli altri, rivendicando il proprio ruolo all’interno della realtà sociale, culturale e professionale in base alle scelte fatte.
A ciò serve proprio l’orientamento: si cerca di radicare conoscenze sulle effettive capacità di ciascuno, utilizzando le modalità e le attività più motivanti e ricche di significato, affinché il ragazzo possa esercitarle, sia individualmente che insieme agli altri, partendo dalla motivazione personale e sviluppando un percorso che ha lo scopo di dare un significato a ciò che il ragazzo sta svolgendo.
Vienna Savino, insegnante: La scelta di un percorso di studi è sicuramente importante per i giovani, in particolare per i ragazzi nella fascia d’età della scuola secondaria di primo grado. Reputo utile e necessario supportare gli studenti in questo percorso, che credo debba presupporre anche una buona conoscenza di se stessi, al fine di permettere loro di capire meglio le proprie abilità, gli obiettivi che vogliono raggiungere e le possibilità da perseguire a livello lavorativo.”
Perché avete scelto il format di gioco dell'escape room per lavorare sull'orientamento?
Roberta Raiti e Alice Carrasso, formatrici: “L’Escape room è un gioco di gruppo di tipo live-action a carattere logico: una volta chiusi in una stanza a tema, i partecipanti devono trovare una via d’uscita. Per riuscirci è necessario cercare indizi, risolvere enigmi, portare a termine compiti all’interno di stanze, con lo scopo di raggiungere un obiettivo specifico. Un ruolo chiave è quello del facilitatore: una persona all’esterno delle stanze di gioco che istruisce i partecipanti sulla trama e sulle regole da seguire.
L’utilizzo del mezzo Escape room in termini educativi è una metodologia recente che prende le mosse dal game design, servendosi del modello Escaped (Clarke, Peel, Arnab, Morini, Keegan & Wood, 2017).
Durante l’emergenza sanitaria la nostra cooperativa Koinè ha riflettuto sul fatto che i ragazzi erano in ogni caso chiamati a scegliere rispetto al loro corso di studi e che era dunque necessario pensare ad uno strumento appetibile, che potesse coniugare questa necessità, con una maggiore consapevolezza, anche se a distanza. Koinè ha dunque elaborato un’ Escape room online dedicata ai processi di apprendimento, utile per coinvolgere studenti di seconda e terza media nel percorso di orientamento alla scelta dell’indirizzo scolastico, e per il raggiungimento di quelle capacità necessarie per effettuare una scelta efficace.
Nel corso del gioco, la dimensione di gruppo (in questo caso il gruppo classe) assume un grande valore su più versanti: dal punto di vista cognitivo si mettono in campo abilità di attenzione, problem solving, decision making, creatività e pensiero divergente; nell’ambito relazionale ci si confronta con le possibilità di cooperazione, mediazione, gestione del conflitto, ascolto reciproco e condivisione di punti di vista e opinioni; infine, ma non meno importante, il gruppo offre un’importante esperienza di rispecchiamento e cassa di risonanza emotiva che permette di approfondire la conoscenza di sé e degli altri (consapevolezza emotiva, empatia).”
Vienna Savino, insegnante: “l’ho trovato stimolante e ben strutturato. La varietà di proposte e di attività, svolte in graduali processi di lavoro, fornisce un ottimo strumento di indagine per il raggiungimento della consapevolezza degli allievi nel proprio percorso da intraprendere.”
Avete già dei risultati di questa esperienza?
Roberta Raiti e Alice Carrasso, formatrici: “Dall’esperienza effettuata con le classi, è emersa la necessità degli studenti di parlare e di confrontarsi con figure adulte differenti rispetto a quelle dei genitori e degli insegnanti, per avvicinarsi ad una realtà diversa da quella che conoscono e che quotidianamente vivono.
La consapevolezza di dover affrontare un’esperienza completamente nuova come quella del passaggio dalla scuola media alla scuola superiore genera negli studenti un forte senso di smarrimento e incertezza. Dagli incontri effettuati è infatti emerso il bisogno dei ragazzi di sentirsi accolti e sostenuti in questo momento così delicato e di sapere che, se la scelta della scuola dovesse risultare sbagliata, sarà sempre possibile “tornare indietro”.
Quando i ragazzi hanno scoperto che noi per prime abbiamo “sbagliato” a scegliere la scuola superiore, cambiando in corso d’opera o addirittura affrontando una bocciatura, per loro è stata una vera sorpresa. Non riuscivano infatti a comprendere come fossimo riuscite ad accettare il “fallimento”. Ascoltare la nostra esperienza personale, fatta anche di sconfitte e cambi di rotta, è dunque stato per loro rassicurante: sapere che anche noi abbiamo affrontato le stesse preoccupazioni e che siamo stati assaliti dagli stessi dubbi, ha permesso di normalizzare le loro paure e di accettare la possibilità di andare incontro a errori e fallimenti, da cui è però sempre possibile risollevarsi.
Condividere con i compagni di classe il proprio vissuto in merito alla scelta della scuola superiore ha inoltre permesso agli alunni di sentirsi meno soli nell’affrontare questo momento così complesso.
Il percorso di orientamento ha permesso ai ragazzi e alle ragazze, non solo di sperimentare il senso di appartenenza al gruppo classe, ma anche di esprimere le proprie emozioni in un contesto accogliente e non giudicante, facendo emergere paure, preoccupazioni e difficoltà. Durante l’incontro di restituzione finale con le famiglie, un genitore ci ha infatti comunicato che il/la proprio/a figlio/a le aveva detto che si sentiva molto più tranquilla/o nell’affrontare la scelta della scuola superiore dopo che aveva scoperto che anche gli altri compagni di classe stavano sperimentando le stesse paure.
Anche per i genitori, il percorso di orientamento è stato un’importante occasione di riflessione, che li ha portati ad interrogarsi su come accompagnare e motivare al meglio i propri figli nella scelta. Molto spesso sono gli stessi genitori a necessitare di supporto: alcuni di loro faticano infatti a mettere da parte idee, giudizi e aspettative nei confronti dei figli, rischiando così di “scegliere” al posto loro, condizionandoli nella loro decisione.
Il confronto con le figure esperte ha dunque rappresentato per i genitori un’importante opportunità per riflettere con maggiore obiettività sul proprio ruolo nel processo decisionale dei figli, così da accompagnarli al meglio in questa decisione lasciandoli liberi di trovare la propria strada, pur facendo sentire la propria presenza.
Questo percorso ha rappresentato inoltre per i genitori un’importante opportunità di riflessione rispetto al vissuto dei figli, che ha permesso loro di acquisire maggiore consapevolezza riguardo alle emozioni e alle paure da loro espresse.”
Vienna Savino, insegnante: “La buona applicazione di questo strumento dipende anche dal contesto in cui viene svolto. Nel caso della sperimentazione è capitata una classe particolarmente indisciplinata, pertanto si sono riscontrati più volte momenti di difficoltà nello svolgimento delle attività. Anche la durata è da tenere in conto, soprattutto a quest’età: svolgerla in remoto, per un tempo di oltre due ore, ha indotto ad un abbassamento della concentrazione e dell’attenzione.
Un altro punto riguarda la tempistica della proposta rispetto al calendario “istituzionale” delle scelte: l’attività non deve essere non a ridosso della scadenza delle iscrizioni per le scuole superiori, perché i ragazzi non hanno tempo per elaborare quanto fatto e approfondire ed orientarsi adeguatamente.
In ogni caso, alcuni allievi hanno dimostrato una notevole attenzione ed un serio interesse per le varie attività proposte, vivendole come reale opportunità per decidere con maggiore sicurezza il proprio indirizzo di studi.”
- #Comunità educante, #Dispersione scolastica, #Famiglie, #Laboratori di gioco, #Orientamento, #Povertà educativa, #Scuola, #Tecnologie Digitali
Dove
Partner
Capofila
Comune di Napoli Municipalità 2
Comune di Napoli Municipalità 3
USSM (Ufficio Servizio Sociale Minori Napoli)
Ass. Centro “la Tenda” onlus
Ass. Traparentesi Onlus
Koinè¨ cooperativa sociale
La Bottega del Liocorno onlus
IC Fava Gioia
IC Mastriani
IC Novaro Cavour
IC Russo Montale
Grazie a
Durata del progetto
2022 -2024
EDI Onlus mette al centro del proprio lavoro il rispetto dei diritti dei bambini e delle bambine, delle adolescenti e degli adolescenti, degli uomini e delle donne, considerando il rispetto di genere una questione fondamentale del proprio approccio educativo e formativo. Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, si utilizzano termini declinati al maschile falso neutro, ossia come riferimento al genere sia maschile che femminile.


