
Teatro arte terapia dentro la didattica
Un approccio espressivo che utilizza il teatro e le sue funzioni per “prendersi cura di” e sostenere studenti e studentesse e il gruppo classe in un percorso di autoaffermazione e integrazione.
La metodologia del teatro arte terapia incontra la didattica quotidiana delle maestre all’interno del progetto Diritti 3 (Diritti alla Terza) a Napoli. Ci raccontano l’esperienza Fabiana Masullo, presidente e formatrice, e Viviana Sannino, psicologa e formatrice di “La Bottega del Liocorno Onlus” e Maria Teresa Tucci insegnante della scuola primaria all’ IC Fava Gioia.
Come si integra un percorso di arte terapia nella didattica scolastica quotidiana?
Fabiana Masullo e Viviana Sannino, formatrici: “Il laboratorio di teatro arte terapia si integra nella didattica scolastica attraverso il potenziamento delle soft skill degli alunni e il supporto ad argomenti di didattica curriculare esplorati con le tecniche del teatro.
Gli alunni possono costruire la propria autorealizzazione attraverso la libera espressione della propria creatività all’interno del setting del laboratorio. L’esperienza attraversa diverse fasi nella relazione sia con l’operatore sia con i pari e passa per il riconoscimento, la comprensione, la rielaborazione, la condivisione del proprio mondo d’immaginazione.
La prima parte dei laboratori mira alla formazione del gruppo e alla costruzione della fiducia: il gioco e l’improvvisazione sono gli elementi fondamentali di questo lavoro.
Il gioco è il primo modo di conoscere se stessi e gli altri, è il modo di sperimentare con curiosità le regole che governano lo stare insieme ed è il primo modo che l’uomo istintivamente possiede di apprendere e di conoscere il mondo.
Attraverso il gioco si sperimentano aggressività, cooperazione, individualismo, socializzazione, ma significa anche imparare a stare con gli altri, competere e collaborare, perdere e vincere: significa imparare “regole gentili” che possono limitare l’aggressività e i gesti violenti, facilitando le interazioni all’interno del gruppo classe.
Con l’improvvisazione teatrale si abbattono i primi muri della diffidenza e del giudizio, i nemici più grandi dell’espressività personale e della fiducia in se stessi, e si libera la creatività e le possibilità di autoaffermazione.”
-
laboratori di scrittura creativa;
- piccole drammatizzazioni di testi letti e/o ascoltati;
- la rappresentazione grafica (disegni o didascalie) di storie lette e/o ascoltate; – l’analisi del testo di canzoni ascoltate e cantate.”
Quali sono i risultati /benefici di questa esperienza a scuola?
Fabiana Masullo e Viviana Sannino, formatrici: “La pratica del teatro e della teatro terapia in questa esperienza progettuale ha messo le basi per aumentare le capacità espressive dei ragazzi che vi hanno partecipato. Benefici e risultati maggiori si ottengono quando l’attività si svolge in maniera costante e continuativa nel tempo. In alcune classi si è riscontrato un miglioramento nelle dinamiche relazionali favorendo processi di coesione e reciproco supporto.
Per aumentare la coesione di classe è stato fondamentale lavorare ad un obiettivo comune come la messa in scena di uno spettacolo finale che ha visto coinvolti tutti i ragazzi secondo le proprie capacità e i propri tempi.”
- il senso di responsabilità;
- la collaborazione alla realizzazione di un progetto;
- la capacità di ascolto dell’altro e dei “TEMPI” dell’altro;
- l’immedesimazione;
- l’autostima e la fiducia nelle proprie possibilità anche in esperienze inesplorate.
In riferimento allo sportello psicologico, quali criticità restano soprattutto legate al post pandemia?
Fabiana Masullo e Viviana Sannino, formatrici: “Le principali criticità riscontrate riguardano grandi livelli di ansia che i bambini sentono anche nei primi anni di scuola (7-8 anni), e che è legata alla paura del “nuovo” (nuovi compiti, nuove esperienze), alla paura del giudizio e alle aspettative genitoriali e sociali.
Un’ulteriore criticità si è riscontrata nell’adattamento alla vita in comunità (gruppo classe o scuola in generale) e al rispetto delle sue regole. In pandemia i bambini hanno avuto come unico interlocutore la famiglia e di conseguenza è risultato più complesso il confronto con regole diverse e gruppi diversi.”
Maria Teresa Tucci insegnante: “Le criticità che riscontriamo nei bambini di questa età nell’affrontare nuove esperienze, e che non sono strettamente legate a nostro parere alla pandemia, riguardano:
- la difficoltà di gestire il fallimento;
- l’angoscia del “nuovo”.
- la mancanza di senso di responsabilità e di autonomia;
- la poca tolleranza verso l’altro.
- #Comunità educante, #Dispersione scolastica, #Famiglie, #Inclusione, #Laboratori esperienziali, #Povertà educativa, #Scuola
Dove
Partner
Capofila
Comune di Napoli Municipalità 2
Comune di Napoli Municipalità 3
USSM (Ufficio Servizio Sociale Minori Napoli)
Ass. Centro “la Tenda” onlus
Ass. Traparentesi Onlus
Koinè¨ cooperativa sociale
La Bottega del Liocorno onlus
IC Fava Gioia
IC Mastriani
IC Novaro Cavour
IC Russo Montale
Grazie a
Durata del progetto
2022 -2024
EDI Onlus mette al centro del proprio lavoro il rispetto dei diritti dei bambini e delle bambine, delle adolescenti e degli adolescenti, degli uomini e delle donne, considerando il rispetto di genere una questione fondamentale del proprio approccio educativo e formativo. Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, si utilizzano termini declinati al maschile falso neutro, ossia come riferimento al genere sia maschile che femminile.





