Co progettazione a scuola

Costruire l’inclusione: la coprogettazione tra scuola e terzo settore

Rafforzare l’inclusione degli alunni e alunne più fragili o con BES attraverso la coprogettazione di laboratori coordinati tra scuola e terzo settore coinvolgendo famiglie e didattica.

Esploriamo il lavoro fatto attraverso le parole di Titty De Marco e Gilda Citro coordinatrici dell’attività per l’Associazione Centro “La Tenda” Onlus e Marika Esposito insegnante di scuola secondaria di primo grado dell’I.C. 19 Russo Montale di Napoli che raccontano la loro esperienza all’interno del progetto Diritti ³ (diritti alla terza) nella realizzazione di attività di tipo laboratoriale per favorire l’inclusione.

Qual è il valore della compresenza in aula di docenti e formatori e formatrici esterni alla scuola?

Titty De Marco e Gilda Citro, coordinatrici: “Il valore aggiunto della compresenza, di fondamentale importanza per tutti gli attori partecipanti, è la co-costruzione formativa ed educativa della progettualità. Questa nasce dal lavoro tra i docenti e gli educatori che permette la condivisione di esperienze scolastiche e umane che portano all’ arricchimento reciproco. Portare in aula tale impegno è un importante segno per gli studenti di restituzione di valori quali la reciprocità e la co-responsabilità.
Il formatore esterno porta all’interno della mini equipe docente-educatore un contributo diverso, altro, una diversa prospettiva educativa e formativa che diventa, se accolta nel significato profondo, arricchimento reciproco.”

Marika Esposito, insegnante: “La presenza di formatori e formatrici aiuta a mantenere l’attenzione degli studenti, che richiedono spesso interventi personalizzati e supporto nello svolgimento delle attività.”

Quali sono gli ingredienti e i linguaggi dell'inclusione?

Titty De Marco e Gilda Citro, coordinatrici: “Inclusione significa ‘portare all’interno’ ed è connessa alla conoscenza di ciò che non si rintraccia all’interno dei personali schemi di vita quotidiana. Nelle scuole a volte il linguaggio delle inclusioni sembra essere poco utilizzato.
Può capitare che in alcuni momenti i docenti, gli operatori, sopraffatti da tempistiche frenetiche, perdano il senso profondo dell’inclusione lasciando che questa si “incarni” nella quotidianità.
Accogliere, ascoltare, dare tempo appropriato, curiosità: questi sono gli ingredienti dell’inclusione. Ogni essere umano porta con sé le proprie radici e, in un contesto altro, sentirsi a ‘casa’ è il volano della pacifica convivenza civile.
L’inclusività postula la costruzione di contesti resi sensibili alle diversità, al cui interno l’azione sociale assicuri a ciascun soggetto uguaglianza di dignità, potere e rappresentanza, nel pieno rispetto di orientamenti, competenze e attitudini individuali.
Questo ci permette di denotare strategie educative atte a rispondere alle necessità, con priorità per i soggetti fragili ed extracomunitari, rispettando e valorizzando le differenze individuali e definendo competenze o difficoltà specifiche. Per questa ragione, nel corso delle attività extracurriculari, sono state adottate modalità inclusive nei confronti di alunni e alunne che presentano esigenze particolari.
Nel percorso educativo sono stati anche inseriti incontri con genitori che hanno portato la propria esperienza di vita, come ad esempio quella di crescere un minore con disabilità. Durante il periodo di programmazione delle attività, viene data vasta importanza e rilievo alle capacità di ognuno di loro, come ad esempio tener in considerazione la difficoltà linguistica dei minori stranieri o valori e credenze differenti, in modo che non vadano a pregiudicare il percorso educativo di nessuno.”

Marika Esposito, insegnante: “L’inclusione richiede attenzione alle specificità del singolo, differenziazione delle attività e degli stili di insegnamento, disponibilità al confronto con i colleghi e le famiglie.”

Come viene accolta ed elaborata da ragazzi e ragazze, scuola e famiglie questa esperienza?

Titty De Marco e Gilda Citro, coordinatrici: “La permanenza al centro educativo viene vista come una risorsa ed un valore aggiunto per le famiglie ma soprattutto per i minori.
I genitori trovano qui supporto e sostegno nelle difficoltà e nella gestione educativa ma non solo: le attività extracurriculari riguardano i genitori stessi, con incontri periodici attraverso colloqui individuali o di gruppo, e attività rivolte al loro benessere psico-fisico.
I minori, invece, reputano il centro educativo un punto di riferimento per la loro crescita, attraverso attività specifiche per la loro età e le loro esigenze.
Grazie alla possibilità ed alle opportunità offerte dal centro educativo, minori e famiglie, hanno avuto la possibilità di conoscere realtà nuove che altrimenti non avrebbero avuto modo di visitare.”

Marika Esposito, insegnante: “Una parte degli alunni attendeva gli operatori con impazienza, perché sperava di ottenerne attenzione e supporto. Gli studenti di per sé autonomi non prestavano molta attenzione alla presenza degli operatori.
È importante la collaborazione con enti del terzo settore radicati sul territorio e pienamente consapevoli delle fragilità dei contesti in cui si interviene, sicuramente risulta importante rafforzare la capacità di pianificazione congiunta delle attività da proporre.”

laboratori in classe
logo diritti3

Dove

Napoli

Partner

Capofila

MARKER EDI-01-01-01
Partner
Comune di Napoli
Comune di Napoli Municipalità 2
Comune di Napoli Municipalità 3
USSM (Ufficio Servizio Sociale Minori Napoli)
Ass. Centro “la Tenda” onlus
Ass. Traparentesi Onlus
Koinè¨ cooperativa sociale
La Bottega del Liocorno onlus
IC Fava Gioia
IC Mastriani
IC Novaro Cavour
IC Russo Montale

Grazie a

Durata del progetto

2022 -2024

EDI Onlus mette al centro del proprio lavoro il rispetto dei diritti dei bambini e delle bambine, delle adolescenti e degli adolescenti, degli uomini e delle donne, considerando il rispetto di genere una questione fondamentale del proprio approccio educativo e formativo. Nel presente documento, per semplificazione e sintesi, si utilizzano termini declinati al maschile falso neutro, ossia come riferimento al genere sia maschile che femminile.