
L’approccio è quello che conta
Di Gloria Vitaioli - Esperta in metodologie partecipative.
Il racconto della sua esperienza nelle formazioni e in particolare di quelle dedicate all'allineamento metodologico dell’approccio ai diritti.
Se hai visto la serie TV “La regina degli scacchi”, sai – oltre al fatto che si vince solo con il supporto di un team coeso, esperto e attento l’uno agli altri- che negli scacchi è tutta una questione di come ti approcci. Appena ti siedi per giocare non conta solo quanto sei brava o bravo, ma che APPROCCIO di gioco decidi di usare.
Se sei dotata, ma ti approcci male, perdi.
Se non conosci le regole del gioco e ti approcci bene – con grinta -, ahimè, perdi comunque.
Se sei dotata, hai studiato e ti approcci in modo efficace, vinci.
Gli esperti di scacchi sanno che per vincere possono attingere a diversi possibili approcci che possono essere impiegati per valutare le proprie mosse, la propria strategia, e per comprendere come utilizzare la propria posizione psicologica e quella dell’avversario.
L'approccio vincente
Anche con EDI ci piace vincere le nostre sfide educative e anche noi perfezioniamo e attingiamo al nostro, fondante e fondamentale, APPROCCIO FORMATIVO/EDUCATIVO AI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA.
Ci teniamo così tanto a “vincere” che, ogni anno, organizziamo formazioni ad hoc per chi collabora con noi, in modo che tutti conoscano e comprendano e condividano la stessa linea metodologica.
L’Approccio ai diritti ha come punto di riferimento la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. La CRC (Convention on the Rights of the Child) è per noi contenuto delle azioni formative (conoscenza dei diritti), ma anche metodo per la pianificazione e progettazione, quindi un punto di riferimento per il nostro posizionamento valoriale e politico.
La formazione
La formazione rispetto all’approccio ai Diritti Umani rivolta alle nuove persone che collaborano con noi e l’aggiornamento continuo ci permette di affrontare con consapevolezza e serenità le grandi avventure formative/educative che ci troviamo davanti e, grazie a questi preziosi momenti di condivisione, scopriamo insieme – districandoci tra dilemmi e approcci personali – nuove forme educative che permettono – in un quadro protetto e sicuro – di giocare insieme, di muoversi senza pregiudizi, correre, toccare e sperimentare, sporcarsi, litigare e, perché no, anche di sbucciarsi le ginocchia.
Le “Forme educative” che elaboriamo grazie a questo continuo confronto e che poi mettiamo in pratica negli interventi educativi garantiscono che educatrici ed educatori mettano sempre al centro il rispetto delle differenze, la partecipazione e l’inclusione e che sia sempre privilegiata la definizione comune di regole chiare e condivise, per evitare che ci siano situazioni in cui si debba sgridare, ricattare, comandare e punire.
La formazione continua sull’approccio ai Diritti è, per la cooperativa EDI, un modo per portare avanti una pedagogia amica della crescita: formare sui diritti, per i diritti e con i diritti, è una ricerca continua e un impegno che si basa su una storia pluriennale, e sulle spalle forti e resistenti di tante persone.
Lo "scacco matto" sul campo
Personalmente, nel mio lavoro come formatrice cerco sempre lo “scacco matto” in ogni progettazione e intervento educativo (Si, voglio vincere le sfide che mi si pongono davanti!). Fare “scacco matto” significa riuscire a proteggere il pezzo più importante del gioco, quello che negli scacchi è la regina, nel nostro lavoro sono i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
- #Diritti, #Educatori e educatrici, #Formatori e formatrici, #Partecipazione


