UndeRadio a Torino: la città di luce accende le nostre menti


Il 5 e il 6 Novembre siamo andati a Torino. Lì abbiamo fatto diversi incontri e preso parte a delle attività molto interessanti. Quei due giorni possono essere schematizzati attraverso tre luoghi: Civico Zero, Casa Arcobaleno e Paratissima.

Il primo è un centro di accoglienza per minori immigrati non accompagnati, li abbiamo incontrati, ci abbiamo parlato, giocato e fatto merenda insieme, ci hanno perfino offerto un ottimo tè nero egiziano.

Vedere come vivono e sentire il desiderio che hanno di stare bene e di trovare un lavoro, di fare tutto in prospettiva di ciò, secondo noi è servito molto a tutti. E’ facile dire “non sono razzista”, ma quando ci si trova lì, con tutti quei ragazzi egiziani, la prima impressione è un po discriminatoria.

Poi parlarci, giocarci, farci cartelloni e capire la loro cultura è stato meraviglioso. Farci amicizia è stato stupendo. Sono stati loro ad accogliere noi, e proprio perchè la maggior parte delle volte avviene il contrario non ci si accorge che loro hanno molto da darci.

La seconda visita è stata in uno spazio dedicato alle persone con un diverso orientamento sessuale. Questo incontro è stato molto utile, ha ampliato la nostra mente. Le attività svolte ci hanno permesso di capire che non esiste uno stereotipo di omosessuale che può essere applicato completamente alla realtà, come non ne esiste uno di uomo e uno di donna. Ci ha aiutato soprattutto il parlare con i genitori di quei ragazzi, perchè molte volte il primo ostacolo nell’espressione di se stessi è proprio il più vicino possibile a noi. In quel momento si è visto proprio come l’amore sia più potente di ogni altra cosa, soprattutto della paura del diverso, molto insediata nei nostri tempi, anche se ben nascosta in una fin troppo falsa accettazione.

La sera ci siamo ritrovati in Albergo e lì tutti abbiamo registrato per la radio le nostre considerazioni sulla giornata, ma soprattutto su questi incontri così significativi.

L’ultima iniziativa a cui abbiamo preso parte è stata una mostra di arte contemporanea, il cui tema era “ordine o caos”. C’era di tutto e di più ed è stato bello visitarla e cercare in tutte le opere qualcosa che ci appartenesse.

La parte più interessante, in cui noi eravamo attivi al massimo è stato il laboratorio “Work Shop”, durante il quale abbiamo decorato delle maglie attraverso la tecnica dello stencil utilizzata nella street-art. In seguito abbiamo registrato tutti insieme una stupenda relazione su queste esperienze.

Sono stati due giorni molto intensi, contro ogni tipo di discriminazione. Ma oltre alle varie emozioni, c’è una cosa che abbiamo capito: la paura deriva dalla non conoscenza. Col senno di poi possiamo dire che la parola chiave del viaggio è INCONTRO. Troppo spesso diciamo “il mondo è bello perché è vario”, ma non ci rendiamo pienamente conto che “ la cosa più bella è accorgersi di essere simili”. Simili ai ragazzi di Civico Zero, simili a coloro che hanno un diverso orientamento sessuale, e simili a tutti i ragazzi di Napoli, Roma e Torino che questo viaggio ci ha permesso di conoscere. Grazie Underadio, grazie Save the Children.

 

Elisa Guarino & Sara Del Brocco

Liceo Scientifico Edoardo Amaldi, Roma