Dispersione scolastica, con Fuoriclasse cambiare è possibile!


In Italia il numero di early leavers from education and training – ragazzi e ragazze che si sono fermati alla terza media e fuori da qualsiasi altro percorso formativo – è molto alto: si tratta del 15% dei giovani compresi tra i 18 e i 24 anni. Una percentuale 5 punti sopra l’obiettivo Ue del 10% . Ma il disagio scolastico, che può culminare nell’abbandono della scuola, si può battere, come dimostrano i risultati del programma Fuoriclasse per il contrasto alla dispersione scolastica di Save the Children, con la collaborazione di E.D.I., avviato nel 2012 a Napoli, Scalea e Crotone, ed esteso negli anni successivi a Bari e Milano, fino a coinvolgere dal 2015 alcune scuole di Torino, in Barriera di Milano, Falchera, Pietra Alta e Cenisia. Un progetto realizzato grazie alla preziosa collaborazione di partner territoriali (ACLI Lombardia, Associazione Kreattiva, Associazione Libera: nomi e numeri contro le mafie, Cooperativa E.D.I. Onlus, Gruppo Abele, Panda Avventure) e il finanziamento di Bolton Group, Bulgari e di Fondazione Con il Sud. Per la prima volta un progetto di contrasto alla dispersione scolastica è stato valutato nel suo reale impatto da un ente esterno e accreditato – la Fondazione Giovanni Agnelli – che ha confrontato i risultati ottenuti con i 1.050 bambini e adolescenti direttamente coinvolti nelle attività di Fuoriclasse con quelli di compagni appartenenti a classi e scuole non partecipanti .

La comparazione ha rivelato che: gli ingressi in ritardo alle lezioni si sono dimezzati, con una drastica diminuzione anche dei ritardatari cronici. Si sono anche sensibilmente contratte le assenze: gli alunni delle scuole medie hanno ridotto di ben 6 giorni le loro assenze su base annua (-30%) anche in virtù di un rinnovato interesse delle famiglie per l’andamento scolastico dei figli. In fine, la maggiore regolarità nella frequenza comincia a dare i primi frutti anche i termini di rendimenti scolastici che per gli studenti delle medie migliorano del 5%. I dati sono stati resi noti oggi a Torino, in occasione del Festival dell’Educazione 2015 – Connessioni Educative. Un modello di intervento innovativo.

“Poiché la dispersione va prevenuta e combattuta sul nascere, quindi già in età di scuola elementare, il programma Fuoriclasse si indirizza a studenti fra i 9 e i 13 anni, utilizzando un approccio innovativo basato su 3 pilastri: la collaborazione fra scuola e famiglia, l’integrazione di attività scolastiche ed extrascolastiche, la partecipazione diretta e il protagonismo dei bambini. Infatti la dispersione scolastica è un fenomeno complesso che riguarda lo studente, il contesto scolastico, quello familiare e il territorio e richiede un approccio multilivello”, spiega Save the Children, l’Organizzazione che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e difendere i loro diritti.

Le principali azioni portate avanti sono state quindi attività laboratoriali in classe a supporto della motivazione allo studio e dell’apprendimento (oltre 100 incontri in ogni città), attività di sensibilizzazione peer to peer (da pari a pari, ndr) realizzate dai ragazzi e rivolte agli altri compagni di scuola, il sostegno allo studio nei centri educativi pomeridiani, i consigli consultivi per un proficuo confronto fra studenti e insegnanti, i campi estivi grazie ai quali bambini e adolescenti hanno sperimentato la cooperazione, il rispetto delle regole e il gioco. I genitori sono stati invece coinvolti e stimolati attraverso attività e incontri specifici mentre per i docenti sono state organizzate sessioni di formazione e di sensibilizzazione, funzionali a promuovere una didattica innovativa. Carattere innovativo ha avuto anche la valutazione del programma da parte della Fondazione Agnelli, curata da Gianfranco De Simone, che è oggi intervenuto all’incontro al Festival dell’Educazione.

“Nel nostro paese succede troppo spesso che la partenza di nuove sperimentazioni in campo educativo venga annunciata con grande enfasi, ma mai verificata concretamente negli esiti”, sottolinea la Fondazione Giovanni Agnelli. “Con la valutazione dell’impatto di Fuoriclasse, per la prima volta, abbiamo solidi riscontri fattuali: il programma ha prodotto risultati lusinghieri e per nulla scontati, data la criticità degli ambiti d’intervento. Inoltre, i risultati sono stati ottenuti spendendo all’incirca 540 euro all’anno per studente, una cifra contenuta e significativamente inferiore a quella sostenuta per analoghi interventi svolti negli anni scorsi. Non solo dai buoni risultati, ma anche dalla sostenibilità di Fuoriclasse crediamo che l’attore pubblico possa trarre utili indicazioni per le strategie future”.

Ma chi sono i bambini e ragazzi a rischio dispersione? “Sono tante e diverse le motivazioni che portano i ragazzi ad abbandonare prematuramente la scuola”, ha dichiarato nel corso del suo intervento al Festival dell’Educazione Raffaela Milano Direttore Programmi Italia-Europa di Save the Children. “Alla base di questa situazione critica, che vede l’Italia agli ultimi posti nella classifica europea, vi è una condizione diffusa di «povertà educativa» che affligge tutto il Paese e in modo particolarmente acuto le regioni del Sud: servizi per la prima infanzia quasi inesistenti, poche scuole a tempo pieno, nessuna opportunità sul territorio di sport, di musica e di altre attività creative, pervasività delle reti criminali e di sfruttamento lavorativo pronte ad arruolare i più giovani. Il drammatico aumento delle famiglie in povertà ha portato anche alla riduzione della disponibilità di spesa per l’educazione, tanto che oggi moltissimi bambini, all’inizio dell’anno scolastico, sono alle prese con il problema di non poter comprare il materiale necessario o di non potersi iscrivere alla mensa. Tutto questo incide sui fallimenti formativi: sono troppi i ragazzi che per proseguire gli studi devono affrontare un vero percorso ad ostacoli e spesso prevalgono la stanchezza e la rassegnazione.

Ci auguriamo che l’impegno assunto dal Governo all’interno della nuova strategia «La buona scuola» possa tradursi subito, anche alla luce di esperienze pilota come Fuoriclasse, in atti concreti, per ribaltare questa inaccettabile situazione di svantaggio che oggi pregiudica il presente e il futuro dei bambini che vivono nelle zone più difficili del nostro Paese”. Un progetto pilota replicabile “Vogliamo mettere in evidenza il fatto che la dispersione scolastica si può e si deve combattere e auspichiamo che il modello che Save the Children ha sviluppato insieme ai docenti e agli studenti e alle comunità locali in aree dove il problema è più acuto possa essere replicato su larga scala”, commentano ancora i responsabili di Save the Children. L’ impegno sul versante della prevenzione della dispersione si inserisce nel quadro di un’ampia e incisiva attività dell’Organizzazione a contrasto della «povertà educativa» di bambini e adolescenti, ovvero dell’impossibilità per milioni di minori in Italia di accedere a opportunità formative ed educative adeguate che li mettano in grado di dispiegare tutto il loro potenziale. Un’emergenza che Save the Children ha messo quest’anno al centro della campagna di sensibilizzazione e azione “Illuminiamo il Futuro.

Per consultare il reporto “Fuoriclasse – Un Modello di successo per il contrasto della dispersione scolastica” clicca qui