Back To School


A partire dallo scorso 14 settembre circa 8 milioni di alunni sono tornati in classe dopo oltre sei mesi di lontananza. L’intera popolazione scolastica ha dovuto fare i conti con una serie di difficoltà, carenze e incertezze che stanno caratterizzando la ripartenza in queste prime settimane. Successivamente al lockdown dovuto all’emergenza sanitaria da covid-19, il Governo Italiano ha stanziato importanti risorse economiche per permettere la riapertura in sicurezza, prevedendo una serie di misure straordinarie da adottare, tra cui l’adeguamento strutturale di molti edifici e la fornitura di banchi monoposto per garantire il distanziamento degli alunni.

Sul sito del Ministero dell’Istruzione si possono trovare le linee guida del rientro scuola, con grande attenzione data alla messa a norma di spazi e tempi della didattica e all’utilizzo dei dispositivi di prevenzione per la sicurezza. Andando sul link https://www.istruzione.it/rientriamoascuola/index.html, si notano le parole chiave che ospedalizzano e le condizioni della didattica: INDICAZIONI SANITARIE, con tanto di restrittivi riferimenti legislativi in vigore; DISTRIBUZIONE DI MASCHERINE E GEL, con riferimento specifico all’utilizzo dei prodotti da utilizzare; SCREENING SIEROLOGICO, azione integrata tra istituzioni scolastiche, sanità e cittadinanza. In questo linguaggio sembra mancare un’attenzione ai bisogni emozionali e alla declinazione dei diritti dell’infanzia e l’adolescenza. Avremmo sperato che, dopo un tale periodo di ansia e paure, bambini, bambine e adolescenti vivessero un rientro soft e meno inquieto, rassicurati dalla serenità di un ambiente capace di trasmettere loro certezze e normalità, ma purtroppo, a causa anche del nuovo aumento dei contagi, si sono scontrati con la realtà e il disagio organizzativo di dirigenti, insegnanti e personale scolastico.

Il ritardo burocratico delle nomine e la conseguente carenza degli organici, le risorse comunque esigue per l’adeguamento di plessi completamente da re-immaginare, stanno impedendo di fatto il back to school di milioni di alunni. Nonostante ciò, come a volte accade nelle situazioni complicate, molti dirigenti, insegnanti e collaboratori hanno tirato fuori il meglio di sé, garantendo un minimo sindacale di accoglienza e il diritto allo studio per tanti studenti, ma le preoccupazioni legate alle criticità permangono. Le domande frequenti che vengono poste sono quelle relative all’osservazione dei protocolli sanitari e dalle procedure da seguire in caso di sintomi influenzali, anche i pediatri di base non sempre si comportano in modo uniforme alimentando un clima di confusione. A questo proposito bisognerebbe seguire l’esempio degli Istituti scolastici più attenti, dove sono stati avviati screening rapidi e collaborazioni con le aziende sanitarie locali. Ci si interroga inoltre con timore, dopo i primi casi positivi emersi in numerose scuole e nell’eventualità di una nuova chiusura, se la Didattica Digitale Integrata saprà sostituirsi realmente a quella in presenza, in caso contrario il rischio dispersione o abbandono, in diverse aree del territorio nazionale, per molti giovani sarebbe concreto. L’appello degli esperti e quello di varie forze politiche e sindacali è quello di fare affidamento a tutte le risorse finanziarie possibili per evitare conseguenze educative drammatiche. (come affermato anche dal maestro Franco Lorenzoni sul sito del Corriere della Sera il 27/08/20).

Il rientro in aula non sembra essere impresa semplice neppure per gli altri paesi europei, quasi tutti hanno dovuto modificare l’organizzazione del proprio calendario scolastico a causa della pandemia, come riportato nell’indagine comparata appena pubblicata dalla rete europea Eurydice The Organisation of School Time in Europe – 2020/21. Bisognerà poi vedere come ogni sistema nazionale si comporterà rispetto all’evolversi della situazione.

Tra coloro che stanno cercando di offrire delle risposte positive a questo clima di paura, si colloca la Cooperativa E.D.I., che attraverso le sue attività e progetti sta provando a dare ascolto e voce alle emozioni e ai diritti negati. Tante le progettualità che, grazie anche alla loro versatilità al digitale, hanno sviluppato strategie innovative e capacità di resilienza, senza alterare la propria policy di riferimento (4 chiacchiere, UndeRadio, S.C.A.T.T.I., Fuoriclasse, ecc.). Nello specifico segnaliamo il progetto S.C.A.T.T.I., il seguente articolo racconta bene l’impegno della Cooperativa EDI in questa fase tanto delicata quanto importante: https://percorsiconibambini.it/scatti/2020/10/01/la-scuola-ha-riaperto-viva-la-scuola/

L’impegno della Cooperativa E.D.I. s’inserisce in una più ampia, organica e diffusa opportunità educativa dentro la quale si posizionano anche Save the Children Italia ed altre agenzie. A questo proposito vale la pena rimarcare l’importante ruolo di sostegno alla scuola svolto, in questi mesi, da realtà accreditate e sensibili del volontariato e del terzo settore. Si segnalano inoltre alcuni percorsi formativi diretti verso insegnanti, genitori ed esperti, contributi utili per il back to school che rappresentano una risorsa preziosa e uno spazio fondamentale di confronto metodologico ed esperienziale.

https://www.savethechildren.it/blog-notizie/come-affrontare-il-rientro-a-scuola-strumenti-attivita-per-insegnanti

https://www.erickson.it/it/mondo-erickson/agenda/

https://www.generazioniconnesse.it/site/it/2020/09/24/i-webinar-in-collaborazione-con-lunit-nazionale-etwinning-/

(Foto di Arthur Krijgsman da Pexels.com)