20 novembre 2019, buon compleanno CRC


Il 20 novembre ricorrono i trent’anni della nascita della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia e l’adolescenza, lo storico documento in 54 articoli, figlio di precedenti dichiarazioni universali, che riconosce tutti i bambini e le bambine del mondo come portatori e portatrici di diritti civili, sociali, politici, culturali ed economici. È il documento internazionale più ratificato al mondo, è stato riconosciuto da quasi duecento paesi, con la grande esclusione degli Stati Uniti. L’Italia lo ha ratificato il 27 maggio 1991 con la legge n.176. La sua sottoscrizione, avvenuta solo undici giorni dopo la caduta del Muro di Berlino, è stato il risultato di un dibattito che è andato avanti per circa un decennio, al cui gruppo di lavoro hanno preso parte numerose delegazioni delle diplomazie istituzionali e tante organizzazioni non governative riconosciute. I diritti garantiti dalla Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia sono raccolti in un documento senza suddivisioni, perché ogni articolo è da considerarsi indipendente e di uguale importanza. Nel testo si possono comunque individuare alcuni principi guida: (art. 2) il principio di non discriminazione; (art.3) superiore interesse del minore; (art. 6) diritto alla vita; (art. 12) diritto di ascolto e partecipazione. Nella seconda parte viene poi regolata l’esistenza di un Comitato Internazionale formato da esperti, con il compito di monitorare l’operato dei Paesi aderenti e di presentare periodicamente documentazioni aggiornate all’Assemblea delle Nazioni Unite, per verificare progressi e mettere in luce le criticità.

Come riportato dal Report “Global Childhood” 2019 di Save the Children, in questi decenni si sono registrati importanti progressi rispetto alla condizione dei bambini nel mondo. Attraverso alcuni indicatori sono state messe a confronto le condizioni dei minori di 176 paesi nel corso degli ultimi due decenni. I miglioramenti più evidenti si sono verificate soprattutto nelle aree fortemente svantaggiate, a dimostrazione che la povertà non deve essere un ostacolo al progresso e che le scelte politiche possono fare realmente la differenza. Alcuni dati ci aiutano a comprendere i progressi raggiunti: 115 milioni in meno (33 per cento) di bambini hanno lasciato la scuola, mentre 94 milioni (40 per cento) sono stati liberati dalla costrizione lavorativa. Inoltre 49 milioni (circa 25 per cento) di bambini nel mondo non soffrono più di malnutrizione cronica, anche se al bilancio positivo del continente asiatico si contrappone il dato crescente negativo di quello africano.
In circa venti anni le cifre della mortalità infantile sono passate da 9,8 a 5,4 milioni (40 per cento in meno), di cui ogni anno ne muoiono in meno per omicidio circa 12 mila (il 17 per cento). Le spose bambine sono 37 milioni (10 per cento in meno), mentre sono 13 milioni (22 per cento in meno) le gravidanze di ragazze minori. Purtroppo alcuni dati stanno crescendo sensibilmente, come lo spostamento demografico dei minori dalle zone di guerra o di conflitto (80 per cento in più), dove continuano a vivere milioni di bambini e adolescenti. I maggiori progressi in termini di tutela dell’infanzia si registrano in Sierra Leone, Ruanda, Etiopia e Niger, mentre i paesi più a misura di bambino sono Singapore, Svezia e Finlandia, con l’Italia all’ottavo posto.

Ancora oggi, nonostante i notevoli miglioramenti complessivi, i diritti dei minori sono considerati a rischio in molti paesi del mondo. Proprio per questo motivo la tutela i diritti dei minori è un’azione imprescindibile per la realizzazione dei diciassette Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, un programma d’azione sottoscritto nel 2015. Obiettivi comuni che riguardano un insieme di questioni importanti per lo sviluppo, tra cui la lotta alla povertà, il contrasto al cambiamento climatico, l’eliminazione delle disuguaglianze e della fame. Il gruppo CRC Italia, del quale fà parte anche la Cooperativa Sociale EDI Onlus, ha appena pubblicato – Il 10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza -. Il documento recepisce le Osservazioni Conclusive del “quarto ciclo di monitoraggio” dell’attuazione della CRC in Italia da parte del Comitato delle Nazioni Unite, e avvia a un percorso di confronto tra esperti, governo e società civile.
La Cooperativa Sociale EDI Onlus contribuisce ai diversi obiettivi elencati attraverso l’approccio alla pedagogia dei diritti e nello svolgimento delle proprie attività progettuali. Adottando la Child Safeguarding Policy è impegnata in prima linea nella prevenzione e nel contrasto a qualsiasi forma di maltrattamento, abuso e sfruttamento di bambini, bambine e adolescenti. Rivolgendosi alla comunità educante sostiene la partecipazione giovanile e la “voce dei ragazzi e delle ragazze” dentro e fuori le scuole. Implementa le azioni inclusive di contrasto al fenomeno del bullismo e del cyber-bullismo giovanile mediante l’educazione ai diritti e ai nuovi media e al corretto utilizzo delle tecnologie digitali. Promuove la costituzione di spazi a misura di bambino/a in zone a rischio di povertà educativa e in quelli di emergenza. Proponendosi infine come soggetto privilegiato di consulenza in tema di diritti dell’infanzia e adolescenza, vuole rappresentare un punto di riferimento territoriale per quelle realtà associative e istituzionali che credono in un Sistema di Tutela dei Minori integrato.
In modo sempre più condiviso, consapevoli degli importanti passi in avanti fatti, ripartendo dall’art. 42 – Hai diritto ad essere informato/a sui diritti previsti da questa Convezione. Gli Stati devono far conoscere la Convenzione a tutti gli adulti, i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze. -coltiviamo l’ambizione di proseguire il lavoro per la realizzazione dei diritti di tutti e di tutte.