10° Rapporto di aggiornamento sul monitoraggio della CRC: sintesi dei dati


Il Gruppo CRC, un network di associazioni aperto e consolidato del quale fa parte anche E.D.I., ha pubblicato, in occasione dell’anniversario della Convenzione (20 novembre), il “Decimo Rapporto di aggiornamento 2019”, dando avvio a una fase nuova di confronto tra esperti ONU, governo e società civile.
Il documento prende le mosse dalle Osservazioni conclusive del “quarto ciclo di monitoraggio” dell’attuazione della CRC in Italia da parte del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e dalle relative raccomandazioni rivolte al governo italiano per “l’adozione di misure urgenti per affrontare le disparità esistenti tra le Regioni, relativamente all’accesso ai servizi sanitari, allo standard di vita essenziale, ad un alloggio adeguato e all’accesso all’istruzione di tutti i minorenni in tutto il Paese”, come rilevato precedentemente anche nel Rapporto del 2018 “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia – I dati regione per regione”. Non si possono più ignorare il milione e 260 mila minori (12,6 per cento del totale) in stato di povertà assoluta, condizione che si ripercuote drammaticamente anche negli ambiti dell’educazione e della salute. A questo fine sono stati incrementati i fondi dedicati nella Legge di Bilancio 2019, ma bisognerà monitorare e valutare la reale efficacia e incisività degli stanziamenti. Il Rapporto 2019 si compone di diversi capitoli: 1) Misure generali per l’attuazione della CRC in Italia, per il quale si richiede un’attenzione al consolidamento dell’Osservatorio Nazionale e si analizzano le risorse destinate all’infanzia; 2) Principi generali della CRC, dove si valuta l’attuazione dei principi di non discriminazione, superiore interesse, partecipazione e ascolto; 3) Diritti civili e libertà, con un’attenzione rivolta al diritto di cittadinanza; 4) Violenza contro le persone di età minore, dove si affronta anche il tema dell’abuso sessuale e la violenza di genere e si chiede d’istituire un sistema nazionale di raccolta dati e un opportuno programma di ricerca; 5) Ambiente familiare e misure alternative, le cui forme di tutela prevedono anche l’affido e l’adozione; 6) Salute, disabilità e servizi di base, in cui si riflette in modo articolato sulle garanzie dei livelli
essenziali di assistenza (LEA); 7) Educazione al gioco e attività culturali, che affronta gli aspetti legati alla sicurezza e al contrasto della dispersione in ambito scolastico, oltre al fenomeno del cyber-bullismo (progetto Sic – Generazioni Connesse e piattaforma Elisa); 8) Misure speciali di protezione dei minori migranti non accompagnati (MNA). I minori arrivati in Italia via mare sono diminuiti sensibilmente e si segnala il positivo consenso ottenuto dalla tutela volontaria, istituita per volontà dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza. Il Rapporto si conclude con i capitoli sull’attuazione dei protocolli opzionali relativi a prostituzione e pornografia, coinvolgimento dei minori nei conflitti armati e con quello inerente le procedure di reclamo. Nel trentennale della CRC si è voluto rileggerne la centralità nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs), individuati dall’Agenda globale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile (Agenda 2030). Analizzando i 17 obiettivi strategici e i 169 target del documento, che rappresentano l’aspirazione più ampia per garantire un futuro migliore alle prossime generazioni, emerge l’indivisibile rapporto con la realizzazione dei diritti delle persone in minore età. Leggere quindi gli SDGs nella cornice dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza significa impegnarsi affinché anche in Italia sia garantito a tutte le persone di età minore l’accesso ai diritti fondamentali come la salute (SDG 3) e un’istruzione di qualità (SDG 4). Significa anche eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti dei minori (SDG 5), e ridurre ovunque e in maniera significativa tutte le forme di violenza (SDG 16) e di disuguaglianza (SDG 10). Vuol dire contrastare fenomeni quali la povertà minorile (SDG 1) e incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile (SDG 8). Significa valorizzare i territori e costruire comunità sostenibili (SDG 11), tutelando l’ambiente e le sue risorse (SDG 13, 14, 15). Infine, significa fare in modo che le persone di età minore possano crescere in un Paese in cui la pace e la giustizia siano garantiti e dove esistano a tutti i livelli istituzioni responsabili, funzionanti e trasparenti (SDG 16) che, insieme alla società
civile e al settore privato (SDG 17), s’impegnino per raggiungere risultati sostenibili.
Il Rapporto 2019 elaborato e prodotto dal Gruppo CRC, con la partecipazione della Cooperativa E.D.I., non rappresenta solo uno strumento di riflessione utile e responsabile intorno ai diritti, ma è anche un contributo attuale e necessario per lo sviluppo condiviso e integrato di pratiche e politiche efficaci rispetto alle attuali difficoltà.
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